PINO DANIELE - i primi 4 album - EMI - 1977/1980



Pino
Daniele nasce artisticamente nella prima parte degli anni '70 come membro,non
attivo,dei NAPOLI CENTRALE.Ma lo spazio e le intenzioni sono altre e il giovane
decide di studiare un espressione solistica che possa valorizzare le sue idee
meno incentrate sul jazz ma piu' vicine al blues.La scuola napoletana ha già
aperto nei secoli il panorama musicale popolare Italiano piu' volte e anche
ultimamente gruppi come gli OSANNA o il BALLETTO DI BRONZO hanno espresso
la loro potenzialità artistica.Ancora piu' recentemente EDOARDO BENNATO
ha messo Napoli in prima linea con il suo modo di cantare sguaiato e provocatorio.Ma
Pino Daniele va piu' avanti,impone il suo slang dialettale strettissimo in
una musicalità blues elettrica moderna, sfiorata solo molti anni prima
da CAROSONE.Come somma Daniele ci piazza su un impegno politico o di protesta
lontano dal genere macchiettistico tanto caro agli Italiani ma inconcludente
al lato pratico se escludiamo il puro divertimento.
In realta' TERRA MIA il suo primo album del 1977 sguazza ancora in quei meandri
da cartolina con il vesuvio che fumacchia.In NAPULI E' ,il primo pezzo, Pino
esterna tutto il suo amore x una città con mille contraddizioni ma
appoggia nella delicatezza del brano anche problemi ben specifici che attendono
da sempre di essere risolti.Con 'NA TAZZULELLA 'E CAFE' si passa ad una divertente
ballata stile Totò ben introdotta da una chitarra con distorsore Talking-Box
che trainerà il disco in tutte le migliaia di radio libere della nazione
facendo conoscere il personaggio.CE STA CHI CE PENZA invece è il vero
capolavoro dell'album,introdotto da una melodia antica e riff a sberleffo
il brano ritmatissimo è cantato da un coro da vicolo stupendo e geniale,
sorretto dalle voci da monelle di Donatella Brighen e Dorina Giangrande.Bassotuba
e mandolino vengono usati sapientemente x questa villanella moderna.SUONNO
D'AJERE ci riporta alla Napoli del '700 vicinissima alle atmosfere ricreate
da De Simone e la sua COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE.Le voci in coppia della
Brighel e Daniele sono stupende e accompagnano questo lento antico a visioni
già vissute.MARONNA MIA invece ripropone la tarantella moderna che
diventerà presto l'icona di riconoscimento di questo artista.Blues
appena basilare e il testo che sembra partorire da un momento all'altro:"Ma
i soldi pe' Camel che te li dà?...La borsetta di mammà?".SAGLIE
SAGLIE è un lento di atmosfera che omaggia l'estate e corre tra viuzze
antiche in salita e TERRA MIA è dello stesso spessore,Daniele intimista
che racconta di lui,della gente e della città che cambia tra libertà
e morte.Con CHE CALORE torniamo invece alla parodìa,al risveglio,alla
ricerca spasmodica di un caffè, riparandosi dal sole in una canottiera
umida e zuppa.Stupendo il riff con kazoo e sax che porterà al successo
questo brano.CHI PO' DICERE torna ad atmosfere tristi e sepolcrali,quasi contraltare
dell'allegria dei brani precedenti,mentre FORTUNATO accarezza il samba nel
racconto di un mitico venditore ambulante.Conclude l'album il trittico lento
CAMMINA CAMMINA,'O PADRONE e LIBERTA'.La seconda è molto bella e corale
,mentre le altre 2 se non x il testo si possono tralasciare.Ricordo che in
questo album partecipano ROSARIO IERMANO alla batteria,ENZO AVITABILE ai fiati,RINO
ZURZOLO e ENZO CANORO al basso piu' una serie di amici e l'arrangiamento di
Antonio Sinagra.


1979,dopo 2 anni di attesa e tranquillità gustandosi il successo di NA TAZZULELLA E CAFE' Pino esce con un album che porta il suo nome e basta :PINO DANIELE.A 24 anni decide di restare nei canoni napoletani della sua musica ma di dare una sterzata energica anche verso il blues e il solismo virtuoso che solo una chitarra elettrica allo spasimo sa dare.Oltre ciò compatta una band non piu' improvvisata chiamando il suo amico di sempre JAMES SENESE al sax,tenendo RINO ZURZOLO al basso e affiancando a ROSARIO JERMANO alla batteria un AGOSTINO MARANGOLO ispirato,le tastiere di ERNESTO VITOLO fanno il resto.L'album inizia con la splendida canzone d'amore JE STO VICINO A TE,bellissima anche se di difficile comprensione immediata,infatti in 7 parti le parti dialettali verranno ulteriormente tradotte in napoletano semplice.CHI TENE 'O MARE invece è calmissima ed introspettiva,col sax di Senese che crea atmosfera e melodia.Non un pezzo memorabile ma ben fatto.BASTA NA JURNATA E SOLE è quasi sullo stesso ritmo iniziale ma immediatamente si rockeggia senza però risultare ricordabile.Arriviamo a JE SO' PAZZO il vero hit dell'album,una ballata da suonare in spiaggia la sera con gli amici,orecchiabilissima e con la frase:"Je so pazzo,nun ce scassate 'o cazzo" che farà veramente fortuna.A volte la popolarità prende strade incredibili.NINNANA'NINNANOE' lo dice già il titolo è una tenera ninna nanna dedicata alla figlia.Con CHILLO E' NU BUONO GUAGLIONE si movimenta un po' la situazione.La canzone oltre che ritmata e sveglia tratta il problema dei "Femminielli",il passaggio da bambino a recchione fino ad un eventuale operazione x diventare finalmente Signora!. UE MAN è il capolavoro dell'album,Pino Daniele torna ai tempi delle sue serate blues e affronta il tiratissimo brano in un napoletano americanizzato ispirato ai ragazzini che aspettano la discesa dei marinai americani dalle portaerei attraccate nel porto di Napoli.Tutto il pezzo è splendido ma l'assolo è da vero axe-man della chitarra elettrica.Lungo,sofferto e tiratocome raramente in un album italiano si era sentito.Da brivido ancora oggi!!!.Con DONNA CUNCETTA si torna alla migliore canzone napoletana melodica piena di ricordi e di tenerezza x le persone e x la terra che narra.IL MARE è bellissima un po' rock un po' honky-tonk.Ritmica e secca vede Daniele con una voce blues incredibile narrare le peripezie di un uomo stanco che arranca tutta la giornata tra l'ufficio di collocamento e un lavoro precario sulla tangenziale.E intanto il mare sta sempre llà...VIENTO è un breve pezzettino acustico che sarebbe piaciuto ad Eduardo,malinconia e tramonto con la sola voce e la chitarra a narrare la vita.PUTESSE ESSERE ALLERO recupera la modernità x cui è conosciuto Pino e confeziona una canzone che però in fondo non è sicuramente epocale.Finale come al solito intimista con E CERCA 'E ME CAPI' ,una canzone d'amore tra stanchezza e tristezza che conclude un album che se dobbiamo trarre le conclusione sente la mancanza del lavoro corale e sguiaiato del primo lp ma fa un passo avanti come qualità delle canzoni d'amore e come chitarra blues.Da adesso la Stratocaster sarà spesso tra le sue mani e anche i concerti prenderanno altre pieghe decisamente piu' hard...

E siamo al 1980.La formazione della band è sempre la stessa del precedente album,collaudatissima ai concerti e in simbiosi con Pino Daniele in tutto e x tutto.NERO A META' è il titolo esplicativo del suo terzo lavoro,ancora piu' blues,ancora piu' soul e in certi passaggi si scorge gli inizi funky che sfoceranno poi nel successo del quarto album.I SAY I' STO CCA' con l'inizio di armonica del guest Bruno De Filippi dà già l'idea del cambio di tempo e modernità dal lavoro precedente.Ritmico e pulsante prende immediatamente l'ascoltatore,come ancora di piu' fà MUSICA MUSICA,2 minuti di guazzabuglio divertente x la prima volta interamente cantata in italiano.Con QUANNO CHIOVE ci si accorge anche come sono definitivamente cambiate le canzoni lente di Pino.Non piu' lasciate al solo autore ma arrangiate e accompagnate da tutta la band.Un piccolo incantesimo che svanisce immediatamente con la swisata hard iniziale di chitarra di PUOZZE PASSA' NU GUAIO,brano veramente hard che porta Pino Daniele a creare un episodio ignoto fino ad allora alla musica napoletana.Distorsore a manetta x questa continuazione positiva stilisticamente di UE' MAN.Tutto il brano è suonato con la Stratocaster a manetta e gran uso di wha-wha.Da ascoltare a tutto volume specie l'assolo e il finale che ripete il titolo piu' volte senza mollare la presa.Stupendo!...VOGLIO DI PIU' si farà amare x lo stile versatile e immediatamente percettivo.L'altro volto di Daniele,il rock/blues/funky tirato e sofferto e la distensione di pezzi come questo e di APPOCUNDRIA,il seguente.Ma A ME ME PIACE 'O BLUES riporta l'ago della bilancia sull'ispirazione nera/black così vicina, dai tempi di TAMURRIATA NERA ai napoletani, ma messa alla luce solo con questi album da Daniele.Il dialetto poi si intreccia perfettamente con questa miscela ritmica.E SO' CONTENTO 'E STA' è di nuovo un lentaccio,quasi che Pino in questo album desse un colpo al cerchio e uno alla botte.Musica tirata e subito dopo la calma e la rilassatezza.E questo discorso mi dà ragione perchè immediatamente arriva NUN ME SCOCCIA' divertente blues elettrico dedicato ad un rompicazzo."Nun me scoccià cchiu'...tanto muore pure tu...".E ancora la chitarra elettrica la fa da padrona sulla base classica del giro blues,Pino infatti riesce a piazzare 2 assoli splendidi distorti con il Talking-box un distorsore a bocca collegato con un tubo alla chitarra che dà un suono particolarissimo al solo e usato rarissimamente nei dischi e concerti italiani.Da riascoltare please!...E come in tutti gli album di Pino si finisce con piu' calma l'lp.Prima una lenta ALLERIA,poi una pulsante A TESTA IN GIU' e x finire la voce di James Senese introduce la musicale SOTTO 'O SOLE,3 minuti che danno spazio alla band ispirandosi a ritmi sudamericani neanche poi tanto lontani...In definitiva un ottimo album ,ben suonato pur tenendo lo spazio x l'improvvisazione e rimanendo spontaneo dall'inizio alla fine.E il successo di Pino Daniele comincia a diventare enorme...

Pochi mesi di tour e sala d'incisione ed esce VAI MO',quarta prova di PINO DANIELE.Le cose si fanno grandi,la band viene in parte definitivamente cambiata con l'innesto di 2 star come TULLIO DE PISCOPO alla batteria e TONI ESPOSITO alle percussioni.Un altra entrata che produrrà grandi risultati è il giovane JOE AMORUSO alle tastiere.SENESE e VITOLO ci sono già.Una piccola aggiunta di FABIO FORTE al trombone e la nuova band di PINO DANIELE è pronta!.Questo gruppo sarà così potente su disco e nei tour che verrà ribattezzata LA BAND DA UN MILIONE DI DOLLARI parafrasando il gruppo di Jerry Lee Lewis,Perkins e Cash...VAI MO' secondo me è e sarà sempre il punto massimo della musica spontanea di PINO DANIELE.Senza saperlo un testamento di un certo modo di suonare senza fronzoli o ricuciture ma sempre con classe e maestrìa a tonnellate.Neanche un brano di questo album passa inosservato,dai pezzi piu' tirati e trascinanti a quelli lenti e introspettivi...Un capolavoro ineguagliabile,ma cerchiamo di dire 2 parole su questi brani...CHE TE NE FOTTE inizia subito sparato,un funky ritmatissimo dal gioco di tastiere ,clavinet e sezione ritmica.Gli stop sono da vero professionismo,non mi stupisco che ascoltando questo album Daniele verrà chiamato ad esibirsi in tutte le maggiori piazze del mondo.YES I KNOW MY WAY è il brano che tirerà l'album in testa a tutte le classifiche.Ipnotico lavoro elettrico che sviluppa un ritmo indimenticabile.Stupendo ancora una volta l'assolo di chitarra elettrica che troverà piu' spazio nell'esecuzione live durante i suoi mille concerti.Un uno due ad inizio album che avrebbero steso Monzon!.NOTTE CHE SE NE VA riporta un minimo di calma,ma anche qui esce il valore della band che ricopre ogni secondo di interventi mirati la stesura del brano,come negli abili tocchi di Toni Esposito,semplici,caratteristici ed indimenticabili.VIENTO E TERRA dà ancora spazio alla band.I testi sono un misto tra italiano e napoletano,su questo Pino non molla e la gente a quanto pare gli da ragione.NUN CE STA PIACERE è il racconto, presentato da un apertura di pianoforte e basso splendido,di un amore finito.Autobiografico dice così:"...Te vieste e nun saje cchiu' che cosa haje raccunta''"....Come invece dice:"...Astregneme cchiu' forte e famme ascì a paura..." in SULO PE' PARLA'.Piu' modesta sarebbe PUORTEME A CASA MIA se non ci fosse un grande intervento di Senese al sax che trasforma il brano nel finale in una composizione quasi free.MA CHE HO ci riporta il Daniele piu' scherzoso e leggero,ma con gli interventi di questa band nessun pezzo può ritenersi leggero e i tocchi continui stoppati di Esposito impreziosiscono il tutto in maniera notevole.UN GIORNO CHE NON VA ripercorre le tematiche piu' malinconiche dell'autore lasciando spazio a Fabio Forte e il suo trombone.HAVE YOU SEEN MY SHOES metà in americano e metà in napoletano è un bel momento con coro e fiati in prima linea e la conclusiva E' SEMPE SERA è un piccolo minuto di riflessione sul finale di un lavoro professionistico che troverà un grandioso successo di critica,pubblico e vendite mettendo PINO DANIELE come punto massimo della canzone italiana x un lungo periodo.Il tour che seguirà x promuovere il disco sarà una cosa unica x il rock italiano.La band proporrà ogni sera i brani dell'lp alla loro maniera allungandoli e modificandoli a loro piacimento.Memorabile sarà il concerto gratuito in Piazza del Plebiscito a Napoli dove la RAI cercherà inutilmente di registrare il concerto ,ma le decine di migliaia di persone e fans faranno saltare piu' volte i cavi di collegamento e traballare il palco pericolosamente come una barca x tutta la serata.Restano le immagini di una finale YES I KNOW MY WAY dove si vede un hendrixiano PINO DANIELE con tanto di fascia sulla fronte partire x un assolo incredibile che credo non abbia piu' fatto nella vita,prima di staccare tutto e scendere velocemente dal palco...

Qui ,secondo me naturalmente, finisce la vera avventura artistica di PINO DANIELE.Trainato dal successo seguiranno album come BELLA 'MBRIANA e MUSICANTE incisi x la sua nuova casa discografica BAGARIA e un bruttissimo live SCIO'-LIVE che affosserà x sempre lo spirito di Daniele, che ho cercato di raccontare nelle righe sopra.Certo ci saranno ancora episodi interessanti e ospiti unici come WAYNE SHORTER e ALPHONSO JOHNSON x fare 2 nomi,ma è tutta altra cosa,la musica varierà sul perennemente rilassato e rufiano con un occhio preciso verso un pubblico facile da Festivalbar.Un brutto divorzio e un operazione difficilissima al cuore che x un pelo non gli darà la morte lo porranno x mesi nel divieto assoluto di suonare o anche solo di prendere la chitarra in mano.Tutto si risolverà ma quella spina alla Stratocaster non verrà piu' attaccata e PINO DANIELE, con sempre un maggior successo popolare,ma completamente diverso dal successo degli anni '70,si trascinerà tra imbarazzanti comparsate con gente come Jovanotti,Ron,Irene Grandi,Giorgia,Mannoia e facezie simili...Una fine che personalmente mi tocca molto,x quello ho voluto riproporre i primi 4 album della sua carriera...Sarebbe brutto venissero mischiati a recenti lavori senza sale,pepe,fantasia e...coraggio.
JJona